Martedì 26 settembre dalle 9,30 gli attivisti di Massa Insorge e della Consulta popolare per la sanità a Massa si ritroveranno a Borgo del Ponte e Santa Lucia per dare avvio a una campagna di raccolta firme per presentare una petizione di iniziativa popolare al Sindaco e alla Giunta del Comune di Massa.

Nella petizione si chiede:

  1. L’adeguamento e la riattivazione dell’ex ospedale San Giacomo e Cristoforo di Massa a nuovo ospedale di comunità;
  2. il miglioramento e il potenziamento dei servizi sanitari alla popolazione nei distretti sanitari esistenti di Massa, Villette, Marina e Montignoso;
  3. in particolare, presso il distretto di via Bassa Tambura, deve essere presente una guardia pediatrica 24 ore su 24, 7 giorni su 7, deve riaprire la radiologia, deve essere assunto nuovo personale al CUP per smaltire le code e dare maggiori informazioni all’utenza.

Gli attivisti distribuiranno un volantino per informare gli abitanti dei quartieri limitrofi al distretto di via Bassa Tambura circa l’annunciata volontà di chiudere anche questo presidio al momento della realizzazione del nuovo distretto della Stazione. Inoltre verrà distribuito un volantino per invitare all’assemblea pubblica che si terrà il giorno dopo, alle 21, presso il Ristorante Da Luisa in via Partaccia 86, per discutere sulla sorte degli alberi e delle strutture del Parco dell’Ugo Pisa, oggetto dell’ennesima speculazione. Il Parco dell’Ugo Pisa nacque infatti come struttura di salute pubblica e il progettato cambio di destinazione d’uso è letto da più parti come l’ennesimo colpo alla salubrità dell’ambiente, in un’ottica complessiva di smantellamento dei presidi sanitari e di salute pubblica: Massa insorge converge anche su questa battaglia di civiltà e darà il proprio contributo per il successo dell’iniziativa.

In tarda mattinata, l’azione di sensibilizzazione si sposterà tra i banchi del mercato di Massa e proseguirà nelle settimane successive con altre iniziative che verranno comunicate man mano, fino a culminare con il corteo provinciale in difesa del Monoblocco di Carrara come dei distretti di via Bassa Tambura e Villette previsto per sabato 14 ottobre con concentramento alle ore 17,30 presso Largo Matteotti.

LA PETIZIONE

CAMPAGNA DI RACCOLTA FIRME CONTRO LA CHIUSURA DEI DISTRITTI DI VIA BASSA TAMBURA E VILLETTE E PER LA RIAPERTURA DELL’OSPEDALE VECCHIO

L’attuale amministrazione comunale, in accordo con Asl e Regione Toscana, ha in programma la costruzione di una nuova struttura sanitaria a ridosso dei binari della stazione di Massa. Il comune di Massa qualche mese fa ha infatti già acquistato da ferrovie Italia l’ex scalo ferroviario della stazione di Massa per 1,5 milioni di euro in attesa che poi lo stesso terreno venga riacquistato dalla Asl per costruirci l’opera. Il perché del rigiro di acquisti e studi notarili per questo terreno ci sfugge, come mai non lo ha acquistato subito la Asl?

In progetto c’è la costruzione di una nuova struttura relativamente piccola, non certo delle dimensioni idonee per un vero e proprio ospedale di comunità che i piani del PNRR prevedevano per Massa. La struttura costerà 14 milioni di euro e sarà di 4000 metri quadrati circa: rimarrà ben poco spazio per i posti letto delle cure intermedie e per tutti quei servizi che dovrebbero – secondo i piani – liberare il NOA di quelle attività che non sono funzionali a un ospedale per acuti. Nell’attuale progetto sono solo 20 i posti letto previsti per le cure intermedie, una goccia in mezzo a un mare: la chiusura degli ospedali di Massa e di Carrara ci ha portato alla perdita di circa 600 posti letto; dagli oltre 900 che contavano i due ospedali cittadini siamo passati ai 300 dell’ospedale unico.

Oltre 15 milioni di euro spesi per una piccola struttura a ridosso dei binari, strozzata nel traffico congestionato della stazione ferroviaria, zona tristemente famosa perché soggetta a frequentissimi allagamenti: il tutto suona ancora più paradossale e scellerato se si considera che a due km in linea d’aria si trova la grande e dignitosa struttura dell’ex ospedale di Massa.

L’intervento sull’ex ospedale andrebbe inoltre a riqualificare l’area del quartiere di Cervara limitrofa alla struttura e oggi abbandonata al degrado e all’incuria.

Oltre alla scelleratezza di questo progetto c’è poi la folle idea di chiudere i distretti di Via Bassa Tambura e di Villette, lasciando decine di migliaia di anziani, malati e cittadini qualsiasi senza un riferimento sanitario territoriale.

Il distretto di Via Bassa Tambura deve rimanere aperto per i popolosi quartieri che ha intorno, per le persone dei paesi a monte, così come a Villette – zona con 20.000 abitanti –deve rimanere un punto di riferimento di sanità di prossimità.

Per questo motivo abbiamo deciso di fare una battaglia di popolo affinché venga adeguato e riattivato al più presto l’ex ospedale San Giacomo e Cristoforo come ospedale di comunità e che i distretti di Via Bassa Tambura e di Villette non vengano chiusi.

Deve anzi essere individuata subito una sede più idonea e più grande per il distretto di Villette, vogliamo che il distretto di Via Bassa Tambura rimanga aperto 24 ore su 24, ci deve essere una guardia medica pediatrica, deve riaprire radiologia, il Cup deve essere rafforzato con nuovo personale per smaltire le code e per dare più informazioni alle persone.

Se sei d’accordo con noi FIRMA LA PETIZIONE ma soprattutto partecipa e sostieni questa battaglia di civiltà per difendere il sistema sanitario pubblico territoriale.

PER l’adeguamento e la riattivazione dell’ex ospedale San Giacomo e Cristoforo di Massa a nuovo ospedale di comunità.

CONTRO la chiusura dei distretti sanitari di Via Bassa Tambura e di Villette.

PER il miglioramento e il potenziamento dei servizi sanitari alla popolazione nei distretti sanitari esistenti di Massa, Villette, Marina e Montignoso.

FIRMA!

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